Angelo Parodi

Gnocchetti sardi con ragù di tonno, capperi, olive e frutta secca per Angelo Parodi

domenica, ottobre 18, 2015


Con mio grande piacere, ritorna anche quest'anno l'appuntamento autunnale con i prodotti
Anche quest'anno ho avuto modo di utilizzare i prodotti Parodi per l'ideazione di alcune ricette che verranno pubblicate nel corso del mese.
Iniziamo con questi "Gnocchetti sardi con ragù di tonno, capperi, olive e frutta secca" un piatto gustoso, veloce da realizzare e dal sapore originale.
Per scoprire tutti gli ingredienti e ottenere le indicazioni per la realizzazione della ricetta seguite questo link !

Angelo Parodi

Insalata di farro alla pescatora

martedì, settembre 16, 2014


Lo so, è tanto che manco, ma arriva l'estate, la scuola finisce, si alterna il lavoro alle vacanze e le giornate scorrono veloci. 
Le settimane diventano mesi e lo schermo del computer viene sostituito da altro: più tempo all'aria aperta, letture, chiacchierate in famiglia e ci si ritrova a settembre senza rendersene conto. 
Oggi ricominciamo, come la scuola! 
L'insalata di farro di cui vi scrivo è stata realizzata per Angelo Parodi: una collaborazione che riprendo con piacere a distanza di un anno.
Seguiranno, nel corso del mese, altre tre ricette realizzate con i prodotti ittici della linea Parodi, rimanete sintonizzati :-) 
La ricetta dell' "Insalata di farro alla pescatora" la trovate a questo link
 

Autunno-Inverno

Pennoni rigati con cappuccio e polvere di pancetta

venerdì, gennaio 24, 2014

Una verdura che si preparava spesso nella mia famiglia d'origine era il cappuccio, crudo in insalata, oppure cotto, come contorno a piatti di carne.
Il cappuccio si faceva stufare lentamente, con uno spicchio d'aglio, in olio buono arrichendolo con qualche dadino di pancetta.
Sono partita da quest'idea e l'ho adattata ad un piatto di pasta: la verdura viene prima sbollentata e quindi stufata in padella con uno spicchio d'aglio e poi saltata con la pasta.
La pancetta, anziché presentarsi a dadini, viene essiccata al forno e poi ridotta in polvere.
Ho usato per la realizzazione del piatto il Rozò, un olio extravergine della mia zona, dell'Azienda Parovel.
Il Rozò è un fruttato medio, equilibrato, che apprezzo particolarmente e trovo ben si adatti a questo tipo di preparazione conferendole personalità.

La ricetta sarà presente nel libro EXTRApasta che farà parte della collana


dal 3 marzo in libreria e e-book




Pennoni rigati con cappuccio e polvere di pancetta
Ingredienti per 4 persone
320 gr di pennoni rigati 
250 gr di cavolo cappuccio 
100 gr pancetta arrotolata 
2 spicchi d'aglio 
olio Extravergine di oliva Rozò di Parovel
grana padano
sale
pepe

Iniziate la preparazione dalla polvere di pancetta: ponete le fette di pancetta su una teglia tra due fogli di carta forno e cuocete per circa 20-25 minuti a 150°. A fine cottura la pancetta dovrà risultare croccante, fatela raffreddare, asciugate il grasso in eccesso e macinatela con un mixer fino a ottenere una polvere fine.
 In una pentola capiente, portate a ebollizione dell’acqua, salate e aggiungete il cavolo cappuccio tagliato a striscioline sottili. Fate cuocere per circa 5 minuti.

Nel frattempo, in un tegame scaldate alcune cucchiaiate di olio extravergine con gli spicchi d’aglio in camicia, lasciate insaporire per alcuni minuti, quindi eliminate l’aglio. Con l’aiuto di una schiumarola, togliete il cappuccio dall’acqua e passatelo nel tegame con l’olio, fatelo insaporire brevemente, salate e mettete da parte.

Utilizzate l’acqua del cappuccio per cuocere la pasta, scolatela al dente e fatela mantecare con la verdura e alcune cucchiaiate di grana, allungando, se necessario con un po’ dell’acqua di cottura. Verificate di sale e pepate.
Completate il piatto con la polvere di pancetta e, a piacere, con un’ulteriore spolverata di grana.

NOTE:
La "polvere" può essere realizzata anche con il prosciutto crudo, che abbinato a un olio buono, un trito di rosmarino e della ricotta affumicata grattugiata, diventa un ottimo condimento per una pasta fatta in casa. 

Autunno-Inverno

Il primo piatto del Menù natalizio economico: "Mezzelune semintegrali con zucca al forno e ricotta di capra"

venerdì, dicembre 13, 2013


Proseguiamo oggi con il Menù di Natale ecomomico, dopo l'antipasto, a base di prosciutto di S. Daniele e finocchi, ecco la ricetta del primo piatto: sono delle mezzelune semintegrali farcite con zucca e la ricotta di capra della Latteria di Ovaro, borgo collocato tra i rilievi delle Alpi Carniche sulla via, che conduce ai passi di Monte Croce Carnico e Comelico.
La zucca viene cotta al forno, per conservarne il sapore e il piatto viene condito semplicemente con burro fuso e grana, e arricchito con una manciata di pistacchi tostati, perfetti per le giornate di festa.

Mezzelune semintegrali con zucca al forno e ricotta di capra
Ingredienti per 4 persone
Per la pasta:
125 gr di farina bianca 00
125 gr di farina integrale
3 tuorli (conservate gli albumi per il dolce)
acqua q.b.

Per il ripieno:
300 gr di ricotta di capra della Latteria di Ovaro
700 gr di zucca (conservate le bucce per i panini)
1 ramoscello di rosmarino
alcuni cucchiai di grana padano
olio extravergine di oliva
timo
sale

Per finire il piatto:
alcuni cucchiai di pistacchi
burro fuso
grana padano


Per la pasta:
Mescolate le due farine, disponetele a fontana, mettete un pizzico di sale. Unite i tuorli e l'acqua necessaria a ottenere un composto morbido e liscio. Coprite e fate riposare a temperatura ambiente per mezz'ora.

Per la farcitura:
Accendete il forno a 220°, sbucciate e affettate la zucca in fette sottili (conservate la buccia per il pane), condite con olio, sale e rosmarino tritato, disponetele in un unico strato su una teglia e infornate per circa 8-10 minuti. Lasciate raffreddare.
Tritate la zucca grossolanamente e mescolatela con la ricotta di capra e alcuni cucchiai di grana, regolate di sale e pepe. Fate tostare i pistacchi tritati grossolanamente in un tegame antiaderente senza grassi aggiunti e metteteli da parte.

Stendete la pasta in una sfoglia sottile, ritagliate con una forma tonda e liscia dei cerchi di 8 cm di diametro. Ponete un cucchiaino di composto al centro di ogni sfoglia, inumidite lievemente i bordi e chiudete a mezzaluna, schiacciando i lati con i rebbi di una forchetta.

Ponete i ravioli su una teglia, ricoperta da carta forno e cosparsa con un po' di farina, fino al completamento della pasta. Cuocete in acqua salata, condite con burro fuso, i pistacchi tostati e una spolverata di grana.

Autunno-Inverno

Praline di ricotta con porcini, speck e formaggio di montagna

giovedì, settembre 12, 2013


Ci sono luoghi del cuore, luoghi dei quali serbi così tanti ricordi che li senti tuoi, anche se la tua provenienza è diversa.
L'Alto Adige per me è per esattamente questo: un posto nel quale ho trascorso tante vacanze, prima con la mia famiglia di origine, poi con il mio fidanzato, e ora che siamo sposati la "tradizione" continua con nostra figlia e il cane Tobia.
Tanti inverni passati a sciare, giornate estive in camper sul lago di Dobbiaco: sono luoghi in cui ho vissuto molti momenti piacevoli, in cui sto bene e producono su di me un effetto rigenerante.
Così, a parte una settimana in inverno, cerco sempre di ritagliarmi almeno qualche giorno anche in estate; amo il verde dei prati, la meraviglia delle Dolomiti che si stagliano sul cielo azzurro, la pace dei boschi, l'acqua dei fiumi, che scorre fredda e limpida in mezzo ai pascoli.
Sono appena rientrata da quattro giorni passati con mia figlia in quella zona e sono contenta del modo in cui anche lei ha imparato ad amarla.
Foto Sabrina Lorenzi © CaL
Oltre alle bellezze naturali, mi piace il modo in cui gli abitanti di quelle terre amano e si prendono cura del loro territorio, e ammetto di apprezzare particolarmente anche la cucina e i prodotti locali: come resistere a speck, formaggi di malga, ma anche spätzle, canederli, zuppe, per tacere dei dolci !
Anche questa volta sono tornata a casa con una sporta piena di ogni bene, con l'intento di rendere omaggio allo splendido speck, offerto dal Consorzio Speck Alto Adige IGP.
Nasce così questa prima ricetta, in cui lo speck e i funghi si celano all'interno degli "gnocchi" di ricotta, burro fuso ed erba cipollina completano il piatto, secondo la migliore tradizione altoaltesina .
 

Praline di ricotta con porcini, speck e formaggio di montagna
Ingredienti per 4 persone (circa 5 praline a testa)

Per l'impasto di base:
ricotta 500 gr
farina 260 gr
tuorli 2
parmigiano grattugiato 4 cucchiai
sale
pepe

Per il ripieno
speck 100 gr, di cui 80 gr per il ripieno e 20gr per la finitura del piatto (io Speck Alto Adige IGP)
formaggio di montagna 50 gr
funghi porcini secchi 20 gr
maizena 1 cucchiaio scarso
latte 6 cucchiai + qualche altro cucchiaio per l'ammollo dei funghi
sale
pepe 
prezzemolo tritato (a piacere)
olio extravergine d'oliva
erba cipollina
burro
alcuni cucchiai di nocciole tritate grossolanamente (tostate in un padellino antiaderente senza grassi aggiunti)

Iniziate dal ripieno: fate ammollare i funghi secchi in acqua e latte per 1 oretta circa.
Trascorso il tempo di ammollo, tritate lo scalogno e fatelo andare per un minuto circa in un tegame con un po' d'olio, aggiungete i funghi scolati e sciacquati, amalgamate gli ingredienti e aggiungete un po' d'acqua o brodo e fate cuocere fino a quando saranno diventati morbidi. A piacere potete aggiungere un po' del liquido di ammollo filtrato, ma fate attenzione, perché insaporisce molto la preparazione.
Una volta che i funghi saranno cotti, incorporate la maizena stemperata in 5-6 cucchiai di latte freddo e unitela ai funghi e fate rapprendere; il composto dovrà risultare cremoso.
Alla fine aggiustate di sale e a piacere aggiungete del prezzemolo tritato. Tritate il composto di funghi al mixer, ma non riducetelo completamente a purea: sentire qualche pezzetto di fungo sarà piacevole. 

Per la base: mescolate tutti gli ingredienti dell'impasto, quindi funghi, speck e formaggio a dadini fino a ottenere un composto omogeneo. Stendete con un mattarello su una spianatoia infarinata e ricavate un rettangolo non troppo sottile.
Con un bicchiere create dei cerchi, che andrete a farcire con un cucchiaino di ripieno.
Portate i bordi esterni verso il centro per chiudere, imprigionando il composto di funghi, speck e formaggio
Versate poche praline alla volta in una pentola con dell’acqua salata in ebollizione. Quando vengono a galla, toglietele con una schiumarola e conditele con del burro fuso, in cui averete fatto saltare brevemente lo speck conservato per il condimento, l'erba cipollina e le nocciole tostate.

NOTE: Lo sapevate che i primi documenti contenenti la parola "speck" risalgono al XVIII secolo, ma esso, seppur con definizioni e nomi diversi, compare nei regolamenti dei macellai e nei registri contabili dei principi tirolesi già dal 1200. Inizialmente lo speck veniva prodotto per la necessità di conservare la carne ed era destinato al consumo famigliare. Esso permetteva di conservare per tutto l’anno la carne dei maiali che venivano uccisi durante il periodo natalizio. Col tempo è diventata una delle pietanze principali in occasione di feste e banchetti. E ancora oggi, insieme al pane e al vino, è il protagonista della merenda sudtirolese (Fonte Consorzio Speck Alto Adige)
Devo ammettere che, "banalmente", anche un aperitivo accompagnato da un piattino di speck, formaggio, cetriolini croccanti e pane scuro, ha sempre il suo perché!!

Angelo Parodi

Farfalle al pesto con pomodorini canditi e tonno

mercoledì, settembre 11, 2013


Questo mese, con grande piacere, sono ospite del sito di "Angelo Parodi", azienda genovese che dal 1888, prepara conserve ittiche di qualità, offrendo i migliori pesci azzurri delle coste mediterranee ed atlantiche.

A questo link trovate qualche informazioni in più su di me, se non ci conosciamo già personalmente, ma cosa più importante la ricetta realizzata questa settimana con i tranci di tonno "Angelo Parodi": "Farfalle al pesto con pomodorini canditi e tonno", un piatto che si adatta perfettamente a queste giornate di tarda estate.
Seguiranno altre tre ricette, rimanete sintonizzati :-)

Pasta

Prime pappe (serie): pastina Garofalo con crema di prosciutto e zucchine

martedì, agosto 27, 2013

Se penso alla mia primissima infanzia mi ritorna in mente la pastina che mi preparava mamma; il formato più gettonato era l'orzo, chiamato anche risoni o in dialetto "semenzine", ma anche le letterine venivano ampiamente apprezzate.
Mamma preparava la pastina "risottata", aggiungendo l'acqua a poco a poco e completando con burro, grana e, se era giornata, aggiungendoci anche un formaggino. 
Eh, erano altri tempi, qui al nord il burro lo si dava anche ai bimbi piccoli, pure a merenda con pane e zucchero. Lo so, in questo tradisco l'età ;-) !
Tornando alla pasta, quel tipo di preparazione, morbida e cremosa mi è rimasta attaccata in maniera indelebile, al punto che ancora oggi, quando ho voglia di una coccola, mi preparo un piatto di pastina con una montagna di grana: è il mio semplice, veloce e personale piatto di conforto.
Così ho pensato ad una pappa per il mio nipotino, che ormai è arrivato anche lui allo svezzamento, testando la nuova pasta Garofalo dedicata ai più piccoli. 
Essendo una buona consumatrice del marchio di Gragnano, mi piaceva l'idea che ci fosse un prodotto che avesse le stesse caratteristiche di qualità anche per i più piccoli.
La  nuova linea di pasta utilizzabile dal 6° mese di età e pensata proprio per i bimbi si chiama  “La Giostra dei Bambini”.
La pasta viene prodotta con semole di grano duro provenienti da coltivazioni biologiche controllate e certificate, prive di pesticidi, diserbanti o altri prodotti chimici e viene venduta in una confezione multipack, che contiene quattro formati di piccole dimensioni adatti a chi deve imparare a masticare, inghiottire e assimilare gli alimenti dei grandi.


"La Giostra dei bambini Garofalo" Multipack 4x125 g (papelle, squasille, cannielli, fraselle)

Squasille con crema di prosciutto e zucchine  
Ingredienti per un bimbo a partire dall'8° mese di età
brodo vegetale 150-180ml
1/2 zucchina media
prosciutto cotto senza polifosfati 20 gr
pastina 2-3 cucchiai
grana padano 1 cucchiaino
olio extravergine d'oliva 1 cucchiaio

Raschiate lievemente la zucchina e cuocetela a vapore, una volta cotta frullatela e mettetela da parte.
Passate al mixer il prosciutto cotto, e quando sarà tritato fine, riponetelo al fresco fino al momento dell'utilizzo.
Ponete la pastina in un pentolino e aggiungete, gradatamente, il brodo come se doveste preparare un risotto, mescolate di continuo e aggiungete via via il liquido non appena quello precedente sarà stato assorbito. 
La pastina cuoce in circa 4 minuti, quando risulterà cotta, aggiungete la purea di zucchina, il prosciutto cotto, l'olio extravergine d'oliva, il grana, fate mantecare brevemente e servite.

Note: le quantità degli alimenti sono quelle che mi erano state indicate, al tempo, dal pediatra di mia figlia, seguite in ogni caso i quantitativi e le indicazioni dal vostro medico di riferimento.
Ho scelto di realizzare un cuore con il prosciutto e dei pois con la crema di zucchine, inutile dire che quando la mia bimba era piccola non credo di aver fatto nulla del genere, ma le pappe "fresche" sì , praticamente sempre.
Un po' di organizzazione è tutto ciò che ci serve per offrire ai nostri figli dei cibi sensibilmente più sani, risparmiando.


Cucina leggera

Mezzi rigatoni integrali con peperoni, pomodorini, rucola e ricotta di capra

venerdì, giugno 21, 2013


Finalmente l'estate è arrivata, e ha portato con sé il sole e il caldo. Diciamolo, ci voleva proprio ! 
Mi piace che la bella stagione si veda anche nei piatti, mi piacciono i colori, perché mi mettono allegria, danno energia e questa pasta risponde sicuramente a questi requisiti.
Ho scelto un condimento a base di verdure, arricchito con la ricotta di capra, da abbinare ai mezzi rigatoni di semola integrale bio di Pasta Delverde.
Trovo che il connubio sia perfetto per un piatto salutare, che potrete consumare caldo, ma anche tiepido.
Un ringraziamento a Pasta Delverde per la selezione di prodotti inviati, e per lo spazio che mi hanno dedicato sulla loro pagina all'interno della "Cucina Italiana", che sarà da domani in edicola.

Mezzi rigatoni integrali con peperoni, pomodorini, rucola e ricotta di capra
Ingredienti per 4 persone
peperoni gialli 2
pomodorini ciliegia 200 gr
rucola un paio di manciate
ricotta di capra 200 gr
sale
olio extravergine d'oliva

Lavate i peperoni, e poneteli in forno caldo a 180° fino a quando la pelle si sarà scurita. 
In un'altra teglia sistemate i pomodorini tagliati a metà, con la parte tagliata rivolta verso l'altro, conditeli con un po' d'olio, un pizzico di zucchero e un po' di sale e infornateli assieme ai peperoni. Cuoceteli per una ventina di minuti. 
Quando i peperoni saranno abbrustoliti e la pelle si sarà raggrinzita. riponeteli  in una busta di plastica o un sacchetto di carta e lasciateli riposare. Dopo circa 10-15 minuti, eliminate la pelle. Mettete i peperoni in una ciotola, dopo averli tagliati a striscioline, aggiungete i pomodorini e la rucola tritata grossolanamente, salate, pepate e date un giro d'olio affinché il tutto si insaporisca.
Cuocete la pasta in acqua bollente salata, scolatela e conditela con il sugo di verdure cui aggiungerete la ricotta a ciuffetti. Completate con un giro di pepe e servite.

Autunno-Inverno

"Galette bretonne" con prosciutto di Praga, Castelmagno D.O.P. Occelli®, cipolle caramellate e miele

martedì, aprile 30, 2013


La crêpe bretonne, chiamata anche gallette, è una sorta di crêpe fatta con la farina di grano saraceno ed è una specialità regionale della Bretagna.
L'ho assaggiata l'ultima volta lo scorso anno, in una piccola crêperie a Parigi, e ammetto che il suo sapore un po' rustico ben si lega ad alcuni tipi di ripieno un po' più corposi.
La versione originale non prevede l'utilizzo di uova nell'impasto, che ho invece inserito nella ricetta che vi propongo oggi.

Per questa variante ho scelto una farcitura con il prosciutto di Praga, leggermente affumicato, che ho pensato di abbinare al Castelmagno D.O.P. Occelli®, cipolle caramellate, miele e qualche nocciola croccante a completamento del piatto. Devo ammettere che l'abbinamento mi ha dato parecchia soddisfazione :-)


"Galette bretonne" con Praga, Castelmagno, cipolle caramellate e miele
Ingredienti per 6 gallette di 22cm di diametro 

Per le crêpes
farina di grano saraceno 130 gr
acqua fredda 250-300 ml
burro fuso Occelli 30 gr
uova 2
un pizzico di sale
burro per cuocere le crêpes


Per il ripieno
cipolla dorata 1
burro Occelli 30 gr
pizzico di zucchero
Castelmagno D.O.P. Occelli® 150 gr
prosciutto cotto di Praga 1 etto e 1/2
miele fluido qualche cucchiaio (io millefiori)
nocciole tostate e tritate grossolanamente qualche cucchiaio
erba cipollina per decorare (facoltativo)

In una ciotola setacciate la farina con un pizzico di sale. A parte mescolate 250 ml d'acqua, con il burro fuso freddo e l'uovo leggermente sbattuto. Incorporate i liquidi alla farina lentamente, fino a quando otterrete una pastella di media densità. Se il composto dovesse risultare troppo denso aggiungete, gradatamente, ulteriore acqua fredda. 
Lasciate riposare la pastella, coperta, almeno per 30 minuti in frigorifero. 
Preparate le cipolle caramellate: affettatele finemente, fate fondere il burro in un tegame antiaderente e cuocetele a fiamma bassa, fino a quando saranno diventate morbide, a questo punto salate, aggiungete un cucchiaio di zucchero e proseguite la cottura, per qualche ulteriore minuto.
Cuocete quindi le galette versando dei mestolini di composto in una padella antiaderente imburrata, dorandone entrambi i lati.
Evitate di cuocerele eccessivamente, poichè andranno successivamente farcite e ripassate in padella e rischiereste di seccarle troppo. Su ciascuna galette disponete una fetta di prosciutto di Praga, il Castelmagno grattugiato con una grattugia a fori larghi e la cipolla caramellata. Ripiegate i bordi all'interno, lasciando la parte centrale scoperta e riscaldate in un tegame antiaderente, coperto, per alcuni minuti, fino a quando il formaggio non si sarà fuso. 
Servite con una spolverata di nocciole tritate e un filo di miele.

Cucina leggera

Riso profumato alle erbe: perfetto pranzo da ufficio con il tocco nipponico del Furoshiki

venerdì, aprile 12, 2013

Qualche settimana fa stavo chiacchierando con la mia amica Laura, mentre i nostri bimbi erano a lezione di kung fu, e le dicevo quanto sia difficile, per me, stare attenta ai peccati di gola. 
Certo, gestire un blog di cucina non aiuta, ma in tutta schiettezza ho sempre amato mangiare bene e quindi il blog ha forse solo assecondato una mia naturale inclinazione.
Così lei mi ha detto: "perchè non proponi dei piatti light? Potrebbe essere un'idea"
Non credo che il mio blog diventerà un blog con ricette troppo leggere, sappiatelo ;-), ma almeno oggi seguirò il suo consiglio; in fondo non si scosta molto dal mio modo di fare: qualche strappo alternato a qualche giornata di maggior rigore.

Il riso di oggi è un'elaborazione di una ricetta malese, che ho volutamente adattato, poiché, almeno a Trieste, trovare fiori di zenzero o altri aromi asiatici particolari è veramente molto complicato.
Il risultato è comunque un riso molto fresco, profumato, che potete preparare in anticipo e portare anche in ufficio. E' ovviamente personalizzabile, potete arrichirlo ad esempio con dei gamberetti saltati, ma a me piace così, in tutta la sua semplicità.

Preparando il piatto, la mia mente ha iniziato a "volare": ho pensato all'Oriente, ai Bento (il pranzo preconfezionato che i giapponesi si portano in ufficio), e così mi è venuta in mente un'altra amica, che come l'altra si chiama Laura e ama il Giappone, assieme a lei ho seguito lo scorso anno un corso di Furoshiki.
Il Furoshiki è in sintesi un quadrato di stoffa, che viene utilizzato nel paese del Sol Levante per trasportare oggetti, cibo, vestiti o avvolgere con eleganza dei regali.
Mi sono detta: "quanto sarebbe "chic" portarsi in ufficio una schiscetta avvolta nella stoffa?
Detto fatto, qui sotto avete anche la versione "fighetta" dell'office lunch ;-) e più giù qualche indicazione per realizzarla.


Riso profumato alle erbe
Ingredienti per quattro persone
riso basmati 320 gr
mandorle tostate tritate 20gr (sostituibili a piacere con anacardi)
sesamo tostato 2 cucchiai
sale 
pepe
zucchero 1/2 cucchiaino
olio di semi di soia o girasole
Per il condimento:
cipollotto affettato 100 gr
carote medie grattugiate 2 (grattugia a fori larghi)
zeste di 2 limoni bio piccoli senza albedo (parte bianca)
zenzero in polvere 1 cucchiaino (sostituibile con zenzero fresco, se disponibile, da far saltare con le verdure)
menta fresca tritata 2 cucchiai
coriandolo fresco tritato 2 cucchiai
basilico 2 cucchiai
curcuma in polvere 1 cucchiaino

Lessate il riso in acqua bollente salata, scolatelo e mettetelo da parte.
Tostate i semi di sesamo e le mandorle tritate.
In una pentola antiaderente o in un wok, se ne possedete uno, versate alcuni cucchiai d'olio e fate saltare, per alcuni minuti, la carota grattugiata e la parte bianca del cipollotto a fiamma vivace.
In una ciotola ponete il riso, tutte le erbe tritate, la parte verde del cipollotto e gli aromi, aggiungete le verdure saltate, che dovranno essere croccanti, salate pepate, aggiungete lo zucchero e mescolate per bene fino a che tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati.
Alla fine unite le mandorle e il sesamo.
Rimestate per un'ultima volta e lasciate riposare.

IL FUROSHIKI

La stoffa che utilizzerete per realizzare il vostro Furoshiki dev'essere quadrata.
Io sono partita da una stoffa rettangolare e l'ho piegata in modo tale da ottenere un quadrato di 60 cm di lato. 
Non è fondamentale avere una stoffa "perfetta", potete adattare quello che avete e più vi piace, ad esempio anche un foulard. La cosa importante è che, di volta in volta, il tessuto si adatti alla confezione che dovete rivestire: troppa stoffa rischia di creare un effetto antiestetico.
Ponete la scatola al centro del quadrato e fate un nodo semplice, come potete vedere nella seconda foto, prendete poi gli altri due lembi e create un nodo base da Furoshiki.
Il nodo base del Fuorshiki ha la particolarità di essere estremamente robusto, ma al tempo stesso semplicissimo da sciogliere.
A questo link trovate una dimostrazione molto chiara sulla procedura da seguire per fare e sciogliere questo tipo di nodo.

Per il Furoshiki è stato usato:

Autunno-Inverno

Schlutzkrapfen- Mezzelune tirolesi al Castelmagno Occelli® e patate

martedì, aprile 09, 2013

Conoscete gli Schlutzkrapfen ? Sono delle mezzelune di pasta fresca, tipiche della Val Pusteria, che vengono generalmente farcite con spinaci e ricotta o in alternativa con ricotta e patate e serviti con burro fuso ed erba cipollina.
E' un piatto che apprezzo particolarmente nella versione “bianca” e mi è tornato in mente pensando a una ricetta da preparare per i formaggi Occelli®.
Nelle mie mezzelune ho sostituito la farina di segale con quella integrale, e in tutta sincerità, non per un guizzo di fantasia, ma semplicemente perché, per distrazione, ho preso dalla dispensa un vaso piuttosto che l'altro!
Devo dire che il risultato è altrettanto gradevole e la sfoglia un po' rustica si sposa bene con il Castelmagno, che in cottura si fonde perfettamente e avvolge la patata.
L'ho condito semplicemente con burro fuso ed erba cipollina, secondo tradizione e ho completato con un'ulteriore grattugiata di Castelmagno D.O.P. Occelli®.

Da oggi c'è anche una piccola novità, ho deciso di festeggiarei 4 anni del blog con un dominio tutto mio, quindi da oggi il nuovo indirizzo di "Colazionialetto" sarà  http://www.colazionialetto.com/ :-)

Schlutzkrapfen- Mezzelune tirolesi al Castelmagno D.O.P Occell e patate
Ingredienti per 4 persone (circa 80 pezzi di 6 cm di diametro)
Per la pasta
farina bianca 0 125 gr
farina integrale 125 gr
uovo 1
acqua
Per il ripieno:
formaggio Castelmagno D.O.P Occell
125 gr
patate lessate 250 gr
sale
pepe

Per condire:
erba cipollina tritata un paio di cucchiai scarsi
burro fuso Occelli
Per la pasta:
Mescolate le due farine, disponetele a fontana, mettete un pizzico di sale. Unite l'uovo e mezzo guscio d'acqua e impastate il tutto fino a quando otterrete un composto morbido e liscio. Se necessario aggiungete altra acqua.Coprite e fate riposare a temperatura ambiente per mezz'ora.
Per il ripieno:
Grattugiate le patate lessate con una grattugia a fori larghi e mescolate con il Castelmagno grattugiato, salate e pepate.Stendete la pasta in una sfoglia sottile, ritagliate con una forma tonda e liscia dei cerchi di 6 cm di diametro.Ponete un cucchiaino di composto al centro di ogni sfoglia, inumidite lievemente i bordi e chiudete a mezzaluna, schiacciando i lati. Ponete i ravioli su una teglia ricoperta da carta forno fino al completamento della pasta.Cuocete in acqua salata, condite con burro fuso, erba cipollina tritata e un ulteriore spolverata di Castelmagno.

C-Max Ecoboost “Spring Tour”

Il sugo povero di primavera una scoperta del C-Max EcoBoost "Spring Tour"

venerdì, aprile 05, 2013

Vi ricordate del C-Max EcoBoost 1.0 Spring Tour ? Per chi non avesse avuto occasione di leggere il post, lo scorso 21-22 marzo sono stata invitata a un tour enogastronomico, tra i colli toscani, organizzato da Ford a bordo della C-Max.
Vi lascio con un resoconto di questo viaggio attraverso i paesaggi di Pisa e Volterra, e con la ricetta di un sugo, che abbiamo preparato durante il corso di cucina organizzato da Ariannandfriends.com nella Fattoria Fibbiano a Terricciola.
La signora Ester, con la quale abbiamo imparato anche a preparare dei cantucci a regola d'arte, lo ha chiamato “sugo povero”, perché era quello che si otteneva con le verdure che avanzavano, come le carotine non proprio di primo pelo, la foglia di sedano, qualche foglia di basilico. Il risultato è proprio buono, e nella sua semplicità è piaciuto davvero a tutti.
Quella di oggi è una mia personale versione primaverile, arricchita con del pecorino toscano che ci è stato regalato, ma a fondo pagina vi riporto anche gli ingredienti che abbiano usato quel giorno. Provatelo, perché è veloce, buono, merita veramente, anche da fare e conservare in freezer per le sere in cui si torna a casa con poca voglia di cucinare :-).
Il sugo è stato “testato” sia sulle tagliatelle fatte in casa, sia sulla pasta corta. 
Personalmente l'ho apprezzato di più con la pasta fatta in casa, mi è piaciuto il modo in cui si aggrappava alla pasta, e poi perché mi trasmetteva di più l'idea del piatto della domenica in famiglia, ma è questione di gusti. Se userete una pasta con una buona semola, che trattiene il sugo, andrà benissimo anche corta!

  1. 21 MARZO

    ORE 9.15: appuntamento al Ford Store Varco MILANO.
    Arrivo per prima, e trovo una ricca colazione ad aspettarmi.
  2. Ecco la C-MAx Ecoboost, la macchina che ci accompagnerà nel nostro viaggio.
    Il motore EcoBoost 1.0 è stato il Motore dell’Anno 2012, e rappresenta la soluzione Ford per garantire un’elevata efficienza senza rinunciare a potenza e brillantezza.
  3. 10:30: Il tempo di un briefing e poi via in direzione Pisa. Viaggio con @MorenaRoanaMC @GiuliaCeschi e @GiuliaDiacono. Mi metto al volante per prima e la C-Max si rivela subito una macchina molto piacevole da guidare.
  4. Il viaggio scorre senza particolari intoppi e c'è anche il tempo per "scoprire" alcuni particolari della macchina.
  5. Comodo x chi come me è perennemente alla ricerca di una presa di corrente :-) #CMaxEcoBoost #Cmaxtourinstagr.am/p/XHkdWgOcI6/
  6. ORE 13:45: arriviamo a Pisa, si pranza all' @OsteriadeiCavalieri e poi ci si "perde" passeggiando nel centro storico della città, invasa dai turisti. in una bellissima giornata di primavera.
    Ognuno la Torre la regge un po' a modo suo... :-)
  7. ORE 16.30 si riparte: direzione Volterra. Viaggiare con la C-Max via country roads è una meraviglia, la radio ci fa compagnia e il paesaggio al tramonto assume sfumature bellissime.
  8. Ore 19:00 Arriviamo a Volterra, scendiamo all' hotel San Lino,  un po' di relax prima di uscire per la cena al ristorante "La Vecchia Lira". Memorabile il farro al saccoccio con pere, radicchio rosso e pecorino erborinato.


  1. 22 MARZO Mi alzo sul presto, una veloce colazione e poi via a scoprire Volterra che si risveglia, appena prima di ripartire per la Fattoria Fibbiano, direzione Terricciola.
    Il programma della mattinata è intenso: è prevista una degustazione di oli locali e a seguire una cooking experience dai sapori tutti toscani
  2. Buongiorno ! Pronta a risalire sulla #cmaxecoboost e continuare il #cmaxtour . #spring #tuscany #igers… instagram.com/p/XJlgAAucN-/
  3. Ore 9:00 si parte, ma complice una frana, e l'allegria che impera nella nostra macchina, ci "incartiamo" lungo il tragitto e sbagliamo strada. Il buonumore, comunque non viene mai a mancare, come traspare dalla foto scattata da Giulia Ceschi.
  4. Finalmente io e le mie compagne di viaggio arriviamo a destinazione, appena in tempo per partecipare alla degustazione degli oli.
  5. Parlando di olio extravergine d'oliva nella pace della campagna toscana #cmaxtour #igerstoscana… instagram.com/p/XJ-SVAucMH/
  6. E' poi il momento della cara Ester, che con passione e perizia ci spiega i segreti di alcune ricette tipiche della sua terra.
  7. Lavorando cantucci come se non ci fosse domani #cmaxtour #tuscany #cantucci #igerstoscana instagram.com/p/XKEyDROcAb/
  8. Ore 15:00 Dopo un bel pranzo conviviale, arriva il momento di ripartire e rientrare a Milano, con la certezza di aver trascorso due piacevoli giornate e aver avuto la possibilità di testare personalmente la performance della C-Max Ecoboost, in questo splendido itinerario enogastronomico.
  9. Un ringraziamento speciale va a @FordItalia per averci affidato le sue #cmaxecoboost e a @majita17 e @gioelegrisetti di #Burson-Marsteller per aver organizzato tutto questo.
Sugo povero primaverile
Ingredienti per 4 persone
cipollotto grande 1
asparagi verdi 6
piselli 60 gr
foglia di sedano con gambo 1
zucchine 250 gr
basilico 6 foglie
aglio 1 spicchio
sale
olio extravergine d'oliva
latte 2-3 cucchiai (facoltativo)
pecorino toscano media stagionatura 80 gr

Pulite e affettate grossolanamente tutte le verdure, sbucciate l'aglio e togliete l'anima. Lasciate da parte 4 punte di asparagi, che sbollenterete a parte e taglierete poi a metà, nel senso della lunghezza, e vi serviranno per decorare il piatto.
In un tegame capiente, versate alcune cucchiaiate d'olio, in modo che copra il fondo della pentola, versate le verdure, salate e cuocete a fuoco moderato per circa 20 minuti, o fino a che risulteranno ben cotte.
A questo punto, togliete dal fuoco e passate al mixer. Aggiustate di sale e, se vi sembra che il composto sia eccessivamente asciutto, allungate a piacere con un po' di latte. 
Se preferite potete svolgere questa operazione in seguito e allentare il sugo con l'acqua di cottura della pasta.
Cuocete la pasta in acqua bollente salata, condite con il sugo e completate con una grattugiata di pecorino toscano.

NOTE: Il sugo di Ester era realizzato seguendo lo stesso procedimento, ma utilizzando le verdure che vi riporto di seguito: cipolla rosa, pomodoro, sedano, basilico, zucchina, fiore di zucchina, aglio, carota. 
Provate anche questo, è ottimo!

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