C-Max Ecoboost “Spring Tour”

Guida, buon cibo, colli toscani per il C-Max Ecoboost “Spring Tour”

lunedì, marzo 18, 2013

Foto fornita Burson-Marsteller per Ford
Un po’ di anni fa, in una stretta strada che portava a casa del mio ragazzo, ora marito, ebbi un vivace scambio di opinioni con un uomo al volante.
L’uomo, incapace di districarsi dalla situazione, ad un certo punto mi disse: “Certo, che sei Lei non sa guidare…” giusto poco prima che io, dopo alcune manovre, me ne andassi e lui continuasse a litigare con le zolle di terra del giardino di un vicino.
Si vede che “tengo età”: sono nata e cresciuta in un periodo in cui la donna al volante rappresentava un pericolo, e insultarla alla guida era un classico.
Non sono fissata con i motori, ma proprio per questo atteggiamento, la guida - in senso lato- è diventata una questione di puntiglio: guido la macchina da quando sono diventata maggiorenne, il camper da quando avevo 20 anni e a 33, dopo aver guidato scooter e vespe, mi sono fissata con la moto e dopo aver superato qualche timore ho acquistato la mia amata gialla, una bella Monster 600. Ora ho una moto più classica, ma sono anche “mamma di famiglia” e devo pensare ad un trasporto confortevole anche per la bimba di casa. Ma che c’azzecca questo con la cucina direte voi? Eh, adesso ve lo spiego.

Questo ampio preambolo per raccontarvi che il prossimo 21 e il 22 marzo sono stata invitata da Maja Minino e Gioele Grisetti di Burson-Marsteller a partecipare ad un evento organizzato da Ford Italia: un test drive di primavera con la nuova C-MAX EcoBoost 1.0.
Devo dire che l’invito mi ha colto di sorpresa, e al tempo stesso mi ha reso molto contenta.
Saranno due giorni di test drive della nuova Ford C-Max uniti ad un percorso enogastronomico e turistico, che si snoderà tra Pisa e Volterra e ci sarà anche un momento per le mettere le mani in pasta, nella cucina di un agriturismo, per una cooking experience dedicata ai sapori Toscani e ai dolci pasquali.
Quindi motori, enogastronomia e cucina: mi pare proprio un bel mix, di cui vi racconterò prestissimo.
Per vedere in tempo reale qualche foto e leggere qualche anticipazione via twitter #cmaxecoboost #cmaxtour




Manifestazioni-Saloni-Eventi

Olio Capitale e la sua "Scuola di Cucina"

giovedì, marzo 14, 2013

La torta della brava Valentina Graniero "Desideri di Zucchero" per la quale è stata impiegata della pasta di zucchero realizzata con burro all'olio d'oliva

Si è concluso il 4 marzo a Trieste il 7° Salone degli oli extra vergini tipici e di qualità, prima e unica fiera italiana interamente dedicata all’extra vergine d’oliva,diventata per me un appuntamento fisso cui partecipo con vero piacere. 
La Manifestazione è stata ospitata in una nuova location affacciata direttamente sul Golfo di Trieste. La Stazione Marittima e il prospiciente magazzino 42, interessato da un recente intervento di ristrutturazione, hanno aperto le porte quest'anno alla manifestazione. 

Un'edizione da record, sempre più internazionale, che ha potuto contare su oltre 200 espositori e centinaia di etichette a rappresentare la totalità dell’Italia olivicola, 10.500 visitatori e oltre 3.000 persone, che hanno partecipato alle lezioni tenute da chef locali nella Scuola di Cucina, coordinata da Emilio Cuk, presidente provinciale della Federazione Nazionale Cuochi. 
La Toscana è stata la regina indiscussa per il 2013 con ben 6 oli sui 15 finalisti, ma la Puglia ha sbancato il concorso "Olio Capitale" con 4 premi su 7 assegnati.
Foto Aries

Caldo, siccità e condizioni meteo avverse hanno condizionato quest'anno la campagna olearia italiana, che registra quindi una produzione in calo, ma al tempo stesso quotazioni in rialzo. 
Interessanti i dati emersi dalla ricerca condotta dall'Istituto di Ricerca SWG sulle tendenze di consumo degli italiani dell'olio extravergine: la regionalità è la caratteristica maggiormente ricercata dagli italiani in un olio (Puglia e Toscana le provenienze più ambite), seguita dalle certificazioni di qualità e dalla garanzia di produzione biologica. E', invece, ancora piuttosto ridotta la percentuale di famiglie che variano il tipo di olio d'oliva utilizzato a seconda delle preparazioni in cucina. L’uso d’olio d’oliva o extra vergine d’oliva è quindi consolidato nelle famiglie italiane, ma non sembra al contempo diffusa la conoscenza delle sue caratteristiche e proprietà. 

Ho trovato molto carina l'inziativa "Pianta un olivo" per avvicinare i giovanissimi in modo divertente al mondo dell'olivo e dell'olio. I ragazzi con meno di 12 anni, hanno potuto piantare la propria piantina di olivo e scoprire come imparare a curarla una volta portata a casa, con l'auspicio che nell'arco di 3-4 anni possa fare i primi fiori e magari anche qualche frutto. 

Ma veniamo alla Scuola di Cucina, un momento che trovo molto utile, poichè offre la possibilità di assaggiare i piatti e conoscere meglio alcuni chef locali, e mette i partecipanti nella condizione di testare abbinamenti con oli specifici. E' un esercizio utile per ampliare la propria conoscenza nel campo oleario e raffinare il gusto, affinchè l'olio diventi uno strumento di valorizzazione della pietanza. Trovo inoltre sia un modo intelligente per far conoscere un prodotto riconducendolo ad un uso quotidiano. 
Vi lascio con i piatti assaggiati e gli chef che si sono alternati nella giornata di domenica.
Alessandro Giudici "Pasticceria Giudici", Marco "Gelateria Marco" e Valentina Graniero "Desideri di Zucchero" che hanno preparato: Croissant all'olio extravergine congelato, gelato di yogurt all'olio extravergine d'oliva e biscottini al cioccolato e fior di sale di Pirano e Frolla con Sacher e ricotta. In fondo a destra il burro ottenuto dall'olio extravergine d'oliva.


Arancio

Marmellata di bucce d'arancia, per chi non ama gli sprechi

venerdì, marzo 08, 2013

Ho trovato questa ricetta su un libricino di "Ricette triestine istriane e dalmate".
La ricetta è veramente facilissima e ha due soli ingredienti: bucce d'arancia e zucchero.
Di fatto non è una vera e propria marmellata, perchè rimane complessivamente un po' granulosa, e spalmarla non è semplicissimo, ma in compenso ha un aroma molto intenso, sarà perfetta per aromatizzare in qualsiasi momento dell'anno delle preparazioni dolci, e in più è un ottimo modo per non buttare le bucce dell'arancia. 
Io, ad esempio, l'ho utilizzata in una torta assieme a delle mandorle, e devo dire che ne è uscito un ottimo dolce da servire con una tazza di tè. Ma di questa ricetta parleremo in seguito :-)

Marmellata di bucce d'arancia
Ingredienti
bucce d'arancia bio cui avrete tolto l'albedo (la parte bianca e spugnosa)
zucchero semolato pari peso delle bucce

Fate macerare le bucce d'arancia in acqua per 2-3 giorni, avendo l'accortezza di cambiare l'acqua la mattina e la sera.
Il terzo giorno, fate bollire le bucce in acqua per 15 minuti, scolate e passate al mixer.
Pesate le bucce, unite pari peso di zucchero e fate cuocere fino a quando l'acqua contenuta nella frutta sarà evaporata e il composto avrà la consistenza di una marmellata.
Travasate la marmellata in dei vasi ermetici, precedentemente sterilizzati, chiudete e fate raffreddare capovolto.

NOTE: per sterilizzare i vasetti, lavateli, metteteli nel forno freddo, puntate a 120° e lasciateli per circa 5 minuti dal raggiungimento della temperatura.

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