Autunno-Inverno

Torta al doppio cioccolato e frutta secca prima che sia troppo tardi ...

giovedì, febbraio 24, 2011


Non so se capita anche a voi, ma regolarmente, a Natale, mi arriva a casa una confezione di datteri e non so mai come smaltirli. Non che non mi piacciano, anzi, con l'aggiunta del mascarpone van giù che è una meraviglia, ma da quando ho scoperto questa ricetta devo dire che sono molto più soddisfatta del loro utilizzo.
Le dritte per la realizzazione di questo dolce me le ha date un'amica, che a sua volta le ha ottenute da un'amica. Ricetta perfetta per smaltire datteri e un po' di frutta secca prima che sia troppo tardi, prima che la primavera arrivi e inizi a farci preferire sapori più lievi e piatti più colorati. In più questa torta utilizza solo albumi e niente farina, e anche questo è apprezzabile.
E' facile, veloce, e si conserva per più giorni, sempre umida e morbida, perfetta con un tè o un caffè.



Torta al doppio cioccolato e frutta secca
Ingredienti per uno stampo rotondo da 23 cm
cioccolato fondente 160 gr
cioccolato bianco 180 gr
datteri 250 gr
mandorle 160 gr
noci 80 gr
albumi 4
zucchero semolato 80 gr

Snocciolate i datteri e tritateli grossolanamente con il cioccolato e la frutta secca.
In una ciotola montate a neve le chiare con lo zucchero e aggiungetele poi al composto di frutta e cioccolato.
Iniziate prima ad aggiungere una metà delle chiare montate, per alleggerire il composto, e poi proseguite con la parte rimasta, un po' alla volta, con movimenti dal basso verso l'alto, in modo da dare al composto un po' d'aria.
Versate nella teglia ricoperta da carta forno e cuocete a 160°, forno statico, per circa 30 minuti.

Autunno-Inverno

Tortino di riso Thai rosso con verdure saltate

venerdì, febbraio 18, 2011



Dopo tanto parlare torniamo alle ricette, che dite?
Mi piace, di tanto in tanto, fare un giretto al negozio equo e solidale: guardo con attenzione i prodotti e ogni tanto provo qualcosa di nuovo. Durante la mia ultima visita ho scovato questo riso rosso Thai integrale, che mi ha subito colpito e così, mentre pensavo a come prepararlo l'occhio mi è caduto sul retro della confezione dove veniva riportata la ricetta di questi tortini. Mi sembrava un bel piatto, perfetto per familiarizzare con il prodotto.
Ho pensato di aggiungere un po' di verdure saltate, anche perché mi piaceva l'idea del contrasto di colori e vi dirò che sono rimasta molto soddisfatta del risultato. Il tortino è proprio buono, profumato al punto giusto: legato dalla purea di lenticchie, e con l'aggiunta delle verdure, diventa un ottimo piatto completo. 


Tortino di riso Thai rosso con verdure saltate
Ingredienti per 4 persone

Per il tortino
riso Thay rosso 180 gr
lenticchie 60 gr
carote medie 2
garam masala 1/2 cucchiaino
cipolla 1/2
olio extravergine di oliva
burro
acqua 700 ml
aneto
zenzero in polvere 1/2 cucchiaino

Per le verdure
zucchine 2-3 (due se grandi e 3 se un po' più piccole)
fungo prataiolo 1 grande
porro 1
spinaci 2-3 manciate
piselli stufati 4-5 cucchiaiate

Lessate il riso in acqua per 30-35 minuti e salatelo circa 10 minuti prima della fine della cottura. Scolatelo e conservatelo.
Soffiggete la cipolla tritata in qualche cucchiaio d'olio, aggiungete il garam masala e fate insaporire per qualche minuto, unite le lenticchie, il brodo e cuocete per 20 minuti circa, o comunque fino a che le lenticchie saranno diventate morbide. Salatele e passatele al passaverdure o al mixer fino a che otterrete una crema morbida.
In un tegame cuocete per 10 minuti circa in un cucchiaio di burro le carote tagliate a piccoli cubetti (in alternativa al microonde : una noce di burro, un dito d'acqua, 8 minuti coperto a 750W), salate e insaporite con l'aneto, se necessario aggiungete poca acqua. Le carote devono essere cotte, ma ancora un po' al dente.
Unite alle carote il riso, la crema di lenticchie, lo zenzero, cuocete per qualche minuto.
Oleate degli stampini da forno e riempiteli con il composto di riso, schiacciando  per bene. Cuoceteli in forno a 180° per 10 minuti circa.

Nel frattempo, fino a che i tortini cuociono, preparate le verdure.
Scaldate qualche cucchiaio d'olio in un tegame, fate saltare a fuoco vivace il porro tagliato a rondelle e le zucchine tagliata a bastoncino. Aggiungete poi il fungo affettato e proseguite la cottura per altri 2-3 minuti, alla fine unite gli spinacini e fate stufare brevemente, salate e pepate.

Alla fine ho aggiunto anche qualche cucchiaiata di piselli stufati, che mi erano avanzati dal pasto precedente. Qualora voleste aggiungere anche voi i piselli, questi vanno preparati a parte e aggiunti alla fine.

NOTE: Come per le carote, il microonde velocizza parecchio l'operazione di cottura dei piselli. Solitamente con i piselli surgelati procedo così: metto in una ciotola in pyrex, un po' d'olio, lo scalogno, i piselli  un dito d'acqua alla base, sale, pepe e copro. Per circa 100 gr di prodotto e 1/2 scalogno, cuocio per 8-10 minuti a 750W e aumento via via i tempi di cottura, fino a 12-15, per quantitativi più elevati . Lascio riposare per qualche minuto dopo la cottura e poi verifico, se necessario cuocio per qualche minuto ancora.

Identità golose

"Identità golose": dolce e chiacchierata finale

domenica, febbraio 13, 2011

Martedì, ultimo giorno di convention e la malinconia di sapere che si è arrivati alla fine di un’esperienza unica.
La mattinata passa nell’Auditorium, che accoglie la regione ospite di quest’anno, il Piemonte, e mi traghetta velocemente al pomeriggio. Grande attesa per l’appuntamento con Dossier Dessert, ospiti Corrado Assenza e Gianluca Fusto, che parleranno con passionalità di dessert come elemento di relazione e condivisione. La mia giornata si conclude con Davide Oldani , che lascia il palco a tre dei suoi collaboratori. Il loro intervento si rivela molto gradevole, il tema trattato è quello della pastina, quella che solitamente viene data ai bambini o agli ammalati.

Da Oldani la pastina assume una connotazione diversa, viene elaborata in piatti nuovi e ricchi di personalità. La pasta viene trattata come un risotto: l’acqua viene aggiunta lentamente e la pastina si trasforma in una base bianca su cui adagiare gli ingredienti.
Vengono così realizzati dei risoni con gocce di riduzione di salsa d’arancio e acciughe e salsa al caffè, e ancora delle tempestine con salsa carbonara, e infine una zuppa alla pavese espressa con timballo allo zafferano, nella quale le midolline allo zafferano vengono messe in forma e servite con del brodo chiarificato a parte, sottili fettine di finocchio e un ovetto di quaglia.

Le tre giornate si concludono nel foyer, dove viene organizzata una gran festa di chiusura con uno strepitoso buffet di dolcezze dell'École du Grand Chocolat Valrhona.
Il tempo di un assaggio, anche se non mancano personaggi che sfidano le regole dell’equilibrio per riuscire a catturare più di un dolcetto, e poi la passeggiata verso casa e il silenzio necessario per tirare le somme, tentare di raccogliere le fila di queste giornate.

Ci sono stati alcuni grandi temi trasversali, che hanno accomunato gli chef che si sono avvicendati sul palco in questi tre giorni:
L’AMBIENTE
• l’esigenza di recuperare un collegamento più stretto con la natura
• la terra come fonte di ispirazione per i piatti 
• la sensibilità alle problematiche ambientali, e il tentativo di preservare l’ambiente in cui viviamo, cercando di trovare un giusto equilibrio tra sostenibilità e gastronomia. Esempi illuminati quelli di Yoshihiro e Gürs, che collaborano con Greenpeace per la tutela dei pesci, affinché vengano pescati solo al raggiungimento dell’età riproduttiva e della giusta dimensione

L’IMPORTANZA DELLE MATERIE PRIME
• la centralità degli ingredienti, che si esprime sia attraverso la realizzazione di orti ad uso del ristorante, nel caso di realtà più piccole, sia attraverso la ricerca di prodotti di cui si conosce la provenienza
• la valorizzazione del rapporto di fiducia con i fornitori, giudicato indispensabile in maniera trasversale dal mondo della pizza fino a quello della pasticceria, e che nasce proprio dall’esigenza di utilizzare prodotti di qualità

 IL TEMPO
• inteso come stagionalità degli ingredienti, ma anche come tempistica nelle realizzazioni: lasciare agli ingredienti il tempo necessario per fondersi ed esprimersi al meglio. I “riposi” sono importanti, le marinature.

LA TRADIZIONE
• il passato come valore e base di partenza per una cucina moderna, che riesca a cogliere l'essenza e lo spirito delle ricette
• il recupero della conoscenza delle generazioni precedenti nell’utilizzare tecniche e metodi di conservazione, ma anche nel combinare sapientemente tutto ciò che la natura può offrire

LA SENSORIALITA’
• il piatto come mezzo per stimolare tutti i sensi: profumi, sapori, aromi, consistenze, impatto visivo, tutto contribuisce alla realizzazione di un piatto

LA FORMAZIONE
• che accomuna tutti gli chef, anche i più giovani, presenti a Identità golose. Una grossa preparazione, ricerca, studio, molta esperienza fatta all’estero, e credo che questo sia un bell’esempio per tutti

Mi fermo qui, augurandomi di essere riuscita a trasmettere un po’ dell’emozione di quei giorni. Devo dire che il risultato di queste giornate è stato superiore alle aspettative. Immaginavo di seguire una serie di interventi piuttosto tecnici, e mi sono ritrovata in una realtà totalmente diversa, fatta di amore e dedizione al lavoro, riflessioni filosofiche sul mondo e piatti tracciati come quadri.
Cura dell’ambiente, recupero della tradizione, valorizzazione del tempo,studio,approfondimento: sono tutti elementi che apprezzo e che, se venissero mutuati nella quotidianità di ciascuno di noi, potrebbero essere un buon punto di partenza per un mondo migliore.


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