Colazione - Merenda

Panini morbidi con ovetto a sorpresa

martedì, marzo 30, 2010


Quella di oggi, più che una ricetta è un'idea, a mio modo di vedere, molto carina trovata sul sito della rivista tedesca Essen & Trinken.
Si tratta semplicemente di un panino morbido nel quale viene nascosto un ovetto dolce, che può essere di cioccolato, di zucchero, quello che più ci piace.


Le declinazioni di questa preparazione possono essere diverse: si può inserire un ovetto solo in uno dei panini e vedere chi è il fortunato che trova la "sorpresa" oppure prepararli con uova di colori diversi, possono poi essere decorati con delle glasse di zucchero, ottenendo così un effetto molto simpatico.

Io ho scelto le uova di cioccolato al latte ripiene di cioccolato bianco, perchè mi sembravano più adatte a mia figlia, ma se avessi in casa una bimba un po' più grande o le avessi preparate solo per degli adulti, probabilmente mi sarei indirizzata sulle uova di zucchero, ripiene di cioccolato: credo che possano reggere meglio in fase di cottura.

Le uova di cioccolato, al contrario tendono a sciogliersi, e anche se risolidificano quando il panino raffredda, perdono comunque la forma iniziale.



Per l'involucro ho utilizzato una ricetta per treccia, e mi sono fatta aiutare dalla macchina del pane, ma andrà bene qualsiasi impasto dolce vi piaccia.


Panini dolci con ovetto a sorpresa

Ingredienti per 10 panini circa


latte 225 gr
tuorlo d'uovo 1
burro morbido a pezzetti 20 gr
sale 1/2 cucchiaino
zucchero 50 gr
farina bianca 0 450 gr
lievito di birra 12 gr

Per farcire e lucidare
ovetti al cioccolato
10-12
latte e zucchero qualche cucchiaio


Stemperate il lievito in un po' di latte tiepido, quindi se utilizzate la macchina del pane, versate tutti gli ingredienti nel cestello e predisponete il programma impasto (1:50 ca).
Se, invece, procedete a mano, versate la farina in una ciotola assieme a tutti gli altri ingredienti e iniziate a impastare fino a che otterrete una sfera morbida e liscia. Coprite e fate lievitare al caldo fino al raddoppio.

Una volta passata la fase di lievitazione, stendete la pasta in un rettangolo altro poco più di 1 cm e con un bicchiere ricavate dei cerchi.
Al centro di ogni cerchio depositate un piccolo ovetto di cioccolato e chiudeteli formando delle palline che "pinzerete" con le dita sul fondo per sigillarli.

Ponete i panini ottenuti su una teglia ricoperta di carta forno e fate lievitare nuovamente, coperti, fino al raddoppio. Prima di infornare spennellate i panini con un po' di latte in cui avrete stemperato qualche cucchiaio di zucchero.
Cuocete i panini in forno a 180° per 10-15 minuti circa, o comunque fino a che avranno assunto una bella colorazione.

Si possono anche conservare in un sacchetto di plastica o congelati in freezer, ma sono sicuramente migliori il giorno in cui vengono sfornati.

Mise en place

"Oshibori Origami" - Un coniglietto alla mia tavola

giovedì, marzo 25, 2010


Nei ristoranti giapponesi è consuetudine offrire agli ospiti degli Oschibori prima dell’inizio del pasto. Gli Oschibori altro non sono che delle salviette di spugna umidificate che vengono utilizzate per pulirsi le mani prima di iniziare a mangiare.

Forse vi sarà capitato, durante qualche viaggio aereo intercontinentale, di ricevere al vostro risveglio al mattino una salvietta tiepida, oppure come è capitato nel nostro ultimo viaggio in Thailandia, vedervi offrire una salvietta fresca e profumata al vostro arrivo all’albergo.
Trovo che il gesto di offrire una spugna calda o fredda, a seconda del periodo dell’anno, sia un gesto molto garbato e così, poiché proprio in Thailandia la forma che avevano dato alla salvietta era molto particolare ho voluto approfondire l’argomento.
Ho scoperto così dell’esistenza dell’Oschibori Origami, ossia la tecnica di dare delle forme alle salviette come si fa per il più noto Origàmi: l'arte di piegare la carta.
Mi si è aperto un mondo di forme, e così osservando le diverse immagini e figure ho trovato questo coniglietto che si addice perfettamente al periodo pasquale.
Ho voluto provare a farne una versione “calda” e una “fredda” e le ho profumate entrambe.

Necessario:
salviette di spugna di cm 30 x cm 30 ( vanno benissimo le lavette dell’Ikea, reparto bambini)
essenza profumata
acqua

1 pentola

L'immagine si riferisce alle lavette dell'Ikea


Profumazione:
Prendete una pentola d’acqua e portatela ad ebollizione, spegnete il fuoco e versateci delle gocce dell’essenza profumata che avete scelto.
Io ho usato del lemongrass, ma potete andare anche sulla lavanda, sull’arancio amaro o sulla rosa; potete anche decidere di non profumare l'acqua.
Immergete le salviette di spugna nell’acqua e lasciatele in infusione per una decina di minuti, il tempo di dar modo alle spugne di assorbire l’essenza.

Piegatura:
A questo punto strizzate i teli e procedete con la piegatura, che potrà essere semplice o più fantasiosa.
Per idee e suggerimenti potete andare a questo link e troverete moltissime idee più o meno “eleganti”. Se ci andate e guardate sull’immagine censurata capirete a cosa faccio riferimento …

Temperatura:

Salviette calde:
le salviette calde possono venir servite subito o in alternativa “ravvivate” con il vapore. In questo modo potete prepararle in anticipo.
Se scegliete questa strada, conservate la prima acqua di immersione e scaldatela in una pentola che coprirete con un cestello a vapore. Ponete sul cestello le salviette piegate, coprite e conservatele così fino al momento di offrirle agli ospiti.


Salviette fredde: piegate le salviette, trasferitele in freezer per 10 minuti circa, quindi passatele in frigorifero, coprendole con uno straccio umido. Anche in questo caso, potete salvare l’acqua di immersione e nebulizzarla all’ultimo prima di offrirle agli ospiti.


Ovviamente potete anche decidere molto semplicemente di arrotolare le salviette, ottenendo così una forma più lineare e sobria.



Qui trovate il video per la realizzazione del coniglietto:

Insalate

Insalata di carciofi e finocchi con germogli misti

mercoledì, marzo 24, 2010


Ho ceduto anch'io, e finalmente mi sono data ai germogli. Da tanto, tantissimo tempo, avevo in mente di riutilizzare i vecchi contenitori di plastica delle verdure, poiché da più parti in rete, veniva assicurato un bel risultato.

Il germogliatore a casa nostra manca e, francamente, credo di poterne fare a meno. Mi conosco, non sarò mai una che i germogli li consuma con regolarità, quindi mi son detta "perché non provare con il riciclo delle confezioni di verdura del super, al massimo avrò buttato qualche seme".

Mi sono diretta in un negozio bio e sono uscita con una bustina mista di semi di rafano, lenticchia e fagiolo mungo. L'impresa ha avuto successo: in 6 giorni ho avuto il mio raccolto, che ho tramutato in un'insalata. Le verdure vengono saltate in padella e mescolate, una volta fredde, con i germogli, ottenendo un piatto dalle consistenze veramente particolari.

La ricetta utilizzata per servire i miei germogli l'ho trovata su questo libro che, oltre ad offrire dei suggerimenti sul consumo, fornisce anche molte informazioni sulla coltivazione e le proprietà dei diversi semi.

Ovviamente mio marito non ha mancato di farmi notare che era possibile acquistare, ad un prezzo contenuto, i germogli belli e pronti, ma dico io: vuoi mettere la soddisfazione????


Insalata di carciofi e finocchi con germogli


Ingredienti per 4 persone

carciofi
4
finocchio 1
cipolla 1
peperoncino 1
germogli misti 80 gr (io ho utilizzato un misto di lenticchia, rafano e fagiolo mungo)
olive nere 50 gr
succo di 2 limoni
olio extra vergine di oliva 3 cucchiai
sale

Pulite i carciofi: divideteli a metà, togliete le foglie esterne più dure, eliminate la barba e infine metteteli in ammollo in acqua e il succo di 1 limone.
Eliminate le foglie esterne del finocchio, tagliatelo in 4 parti e poi a fette sottili. Affettate la cipolla e scolate i carciofi.
Scaldate l'olio in una padella e fate saltare le verdure a fuoco medio per circa 10 minuti.

Le verdure dovranno essere cotte, ma ancora croccanti. Trasferitele in una insalatiera e fatele raffreddare.
Aggiungete i germogli puliti, le olive senza nocciolo, affettate e condite con sale e il succo del limone.Servite subito.
Se volete preparare l'insalata in anticipo, cuocete prima le verdure e assemblate e condite solo all'ultimo momento.



ALCUNE NOTE SULLA GERMINAZIONE:

PER INIZIARE: 3 contenitori di plastica utilizzati dai supermercati per la vendita delle verdure, 1 bustina di semi per germinazione che si trovano nei negozi bio (circa 1,40-1,70 euro)
Preparazione delle vaschette – Una vaschetta serve da base. Sulla seconda vengono praticati dei piccoli fori necessari perché l'acqua di irrigazione possa defluire tranquillamente e viene posta sopra la prima. L'ultima verrà capovolta e servirà a creare un effetto serra.
Un cucchiaio e mezzo di semi dovrebbe essere sufficiente a coprire la vaschetta

PRIMA FASE: PREGERMINAZIONE – Questa fase va fatta per ogni tipo di seme e consiste nel mettere a bagno per 12 ore i semi. Devono venir coperti dall’acqua (io ho usato una tazza).

GERMINAZIONE - Prendete i semi, sciacquateli e disponeteli in un unico strato sulla vaschetta forata, ponete la seconda vaschetta sopra la prima, bagnate uniformemente con un bicchiere d'acqua e usate l'ultima vaschetta come coperchio.

A questo punto coprite tutto con uno strofinaccio e tenete al caldo. Io li ho lasciati in cucina.
Ricordate di bagnare i germogli 2-3 volte al giorno, d'estate fino a 3-4. I germogli devono rimanere sempre umidi, ma non devono galleggiare nell'acqua, l'acqua deve sempre drenare nella vaschetta inferiore, questa operazione è necessaria per evitare che si formino delle muffe.
L'acqua che filtra potrebbe colorarsi un po'. Non c'è da preoccuparsi, è solo il colore rilasciato dai semi.
Dal terzo giorno, togliere lo strofinaccio e far passare la luce.
Dopo 6 giorni: la raccolta.
Da 1 cucchiaio e ½ di semi ho ottenuto 100 gr di germogli misti. Una bustina dovrebbe bastare per 3 raccolti circa.
Ovviamente è possibile anche impilare più contenitori per una semina più abbondante, dipende dalle vostre esigenze e consumo.
I germogli si conservano in frigorifero per 10 giorni circa, ma ovviamente sarebbe meglio consumarli in un lasso di tempo più contenuto.




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